COSA SONO LE FUNZIONI ESECUTIVE

I materiali presentati in questo approfondimento sono liberamente tradotti da:

  • “Center on the Developing Child at Harvard University (2011). Building the Brain’s “Air Traffic Control” System: How Early Experiences Shape the Development of Executive Function: Working Paper No. 11. Retrieved from www.developingchild.harvard.edu
  • Richard Guare, Peg Dawson: “Coaching Students with Executive Skills Deficits”, The Guilford Practical Intervention in the Schools Series, Lay Flat Paperback Edition

 Ragionare in termini di funzioni esecutive significa iniziare da domande come queste:

i bambini sono capaci di gestire efficacemente le risorse attentive necessarie al raggiungimento di un determinato scopo, oppure di inibire le risposte impulsive non adeguate al compito? Hanno capacità di memorizzare e manipolare le informazioni? I ragazzi tra i 14 e i 19 anni sono organizzati, attenti, flessibili, costanti? Sono capaci di pianificare compiti sul medio o lungo periodo?

Ma se non lo sono, possiamo intervenire su alcune cause

e soprattutto fornire dei training nella pratica didattica e riabilitativa?

Le funzioni esecutive e le capacità di autoregolazione sono i processi mentali che ci consentono di pianificare, focalizzare l’attenzione, ricordare le istruzioni e destreggiarci tra più compiti con successo. Proprio come un sistema di controllo del traffico aereo in un aeroporto trafficato gestisce in sicurezza gli arrivi e le partenze di molti aerei su più piste, il cervello ha bisogno di questa serie di abilità per filtrare le distrazioni, dare priorità ai compiti, fissare e raggiungere obiettivi e controllare gli impulsi. Le funzioni esecutive hanno una base neurofisiologica individuale ma possono essere oggetto di percorsi educativi e di apprendimento, a partire dalla prima infanzia fino alla conclusione dell’adolescenza e vi sono percorsi di sviluppo e potenziamento anche per gli adulti.

 

Secondo il modello più diffuso è possibile stilare il seguente elenco.

 

Inibizione della risposta: la capacità di pensare prima di agire – questa capacità di resistere all’impulso di dire o fare qualcosa ci consente di valutare una situazione e come il nostro comportamento potrebbe influire su di essa. Naturalmente i comportamenti influenzati da questa funzione possono essere moltissimi e diversi in base all’età: per il bambino piccolo potrebbe essere sospendere l’azione per un breve intervallo di tempo (per esempio la risposta aggressiva o motoria impulsiva) e per l’adolescente o l’adulto gestire lo sforzo, gestire il tempo, resistere alla distrazione, applicare consapevolmente una strategia… Per Berkley, grandissimo studioso americano dell’ADHD, tutte le difficoltà del bambino con deficit dell’attenzione hanno alla base “l’incapacità di inibire la risposta impulsiva”, a dimostrazione della centralità di questa funzione.

 

Memoria di lavoro: la capacità di conservare le informazioni in memoria durante l’esecuzione di attività complesse; è una abilità centrale nelle modalità di accesso, elaborazione e recupero delle informazioni e quindi influenza in modo importante l’apprendimento. Nell’età evolutiva influenza lo sviluppo del linguaggio, la comprensione, il pensiero, la capacità di fare progetti a medio e lungo termine. Interviene nell’apprendimento della lettura e della scrittura e del calcolo.

 

Controllo emotivo: la capacità di gestire le emozioni al fine di raggiungere gli obiettivi, completare le attività, operare un controllo del comportamento diretto. Influenza la vita relazione e sociale, l’apprendimento e la comunicazione.

 

Attenzione: la capacità di mantenere l’attenzione su una situazione o un compito nonostante la distraibilità, l’ affaticamento o la noia; è inoltre la capacità di concentrarsi su più compiti contemporaneamente o mantenere nel tempo un certo grado di attivazione. Le difficoltà attentive sono indicatori precoci di rischio per altri disturbi.  Non è una dote spontanea ma può essere consolidata attraverso attività mirate e soprattutto il monitoraggio dell’adulto, coinvolge anche abilità meta cognitive ed emotive.

 

Pianificazione /Dare una priorità: la possibilità di creare una roadmap per raggiungere un obiettivo o per completare un’attività o gestire un comportamento, implica l’ essere in grado di prendere decisioni su ciò che è importante concentrarsi e su ciò che non è importante, in definitiva operare delle scelte. E’ considerata l’abilità più complessa e necessaria per affrontare la vita adulta.

 

Organizzazione: la capacità di creare e mantenere sistemi per tenere traccia delle informazioni o dei materiali. Presuppone la capacità di strutturare ed anticipare i percorsi e gli strumenti.

 

Gestione del tempo: la capacità di stimare quanto tempo si ha, come organizzarlo e come rimanere entro limiti di tempo e scadenze. Implica anche la sensazione che il tempo sia importante. Un bambino piccolo può completare un breve lavoro entro un limite di tempo stabilito da un adulto. Uno studente delle scuole superiori può stabilire un programma per rispettare le scadenze delle attività.

 

Persistenza diretta agli obiettivi: la capacità di avere un obiettivo, seguire fino al completamento del progetto, e non essere scoraggiato o distratto da interessi in competizione. Si avvale di molte altre abilità, come la gestione del tempo, la pianificazione o il controllo della risposta impulsiva.

 

Flessibilità: la capacità di rivedere i piani di fronte a ostacoli, battute d’arresto, nuove informazioni o errori. Si riferisce ad un’adattabilità alle condizioni mutevoli. Un bambino piccolo può adattarsi a un cambiamento nei piani senza gravi problemi. Uno studente delle scuole superiori può cercare alternative quando le soluzioni previste non sono più disponibili.

 

Metacognizione: la capacità di cambiare punto di vista in una situazione, di osservare un problema o le proprie azioni, elevandole a livello di schema o di strategia da poter riutilizzare a seconda della situazione.  Include anche capacità di autocontrollo e autovalutazione.

 

Stress Tolerance: la capacità di operare efficacemente anche in situazioni di stress e di affrontare l’incertezza, il cambiamento o richieste inusuali o impreviste.